domenica 10 febbraio 2008

Giardinaggio e risotto all'ortica






I vasi sul balcone sono spesso invasi dall’ortica, così, ogni volta che faccio giardinaggio seriamente, faccio anche il risotto o i ravioli con l’ortica.
Qualche domenica fa ho fatto il risotto perché per i ravioli avrei dovuto preparare la sfoglia e dopo il giardinaggio era piuttosto stancante. L’ortica era talmente tanta che ne è rimasta anche per un contorno, ripassata in padella con aglio e peperoncino.
Questo era lo stato, non proprio rincuorante, di almeno quattro vasi


Ho potato tutta questa foresta, e l’ho lavata con abbondante acqua fredda, poi l’ho bollita, per far perdere all’erba l’effetto urticante. Tutta l’operazione è stata realizzata con buste di plastica sulle mani a mò di guanti… Ma se uno i guanti ce li ha risulta tutto molto più comodo.
Il grasso dei capelli attenua l’effetto urticante, quindi tutti i pizzichi che mi sono procurata nel disboscare e lavare, li ho calmati strofinandomi la parte colpita sulla testa.


Una volta bollita (immersa in acqua bollente e sale per circa 10 minuti), va sfilacciata, vanno tolti i gambi troppo duri, le foglie morbide si sfilano con estrema facilità, e a quel punto, ovviamente, non pizzica più.

Per preparare il riso, si mette a soffriggere uno spicchio d’aglio ed un po’ di peperoncino, volendo anche un po’ di noce moscata, in un tegame da risotto (io uso quello di terracotta) si aggiunge l’ortica che si fa soffriggere per pochi minuti da sola, poi si aggiunge il riso e si procede come per il risotto, bagnando con del brodo. A piacere si possono unire dei pinoli o delle noci e mandorle tritate.
Alla fine questo è ciò che è rimasto.


Dimentico sempre di togliere l’aglio!

domenica 27 gennaio 2008

Parigi



Può bastare per descrivere lo spirito post-natalizio di una città?

Sotto quegli alberi c'era un brulicare di persone piene di buste e pacchettini che entravano ed uscivano da negozi in pieni saldi.

I saldi a Parigi si associano ad uno scenario infernale, caldo, file infinite alle casse, vestiti buttati dappertutto, l'idea del consumo senza senso era tutta là. In molti momenti abbastanza nauseante.

Fortunatamente c'è stato molto altro...


Il Museo d'Orsay è stato come sempre una grande abbuffata di bellezza e di arte. Fantastiche le scolaresche di qualsiasi età impegnate a riconoscere i quadri, a disegnare ed a riempire schede (mai incotrata una in Italia nei musei!).