venerdì 29 giugno 2007

Paolo

" il sentimento delle cose " di paolo benvegnu'

E vive ancora il sentimento delle cose, mentre noi amiamo controllare tutto La vita i pensieri degli altri, la morte E non amiamo neanche il pane che mangiamo. Noi non ringraziamo Ma vive ancora il sentimento delle cose Vivono gli alberi le case i sassi i nostri sogni le tv a colori, le navi senza radici. E siamo stupidi a pensare di esser soli, senza più limiti senza più colori Mentre noi siamo tesi a moltiplicare tutto. Non riusciamo a considerare che le nuvole ci guardano e i mari ci controllano.
Ho visto i platani parlare con le antenne e il vento caldo confermare tutto, i treni e le radici scambiano segnali in codice. E ho sentito nettamente i cani bisbigliare Possibile che mentre dominiamo tutto, ricostruiamo tutto e distruggiamo tutto. Perdiamo la memoria e non ne sentiamo la mancanza e intanto i pesci continuano a nuotare. Quanti libri nell’acqua per non affogare Mentre noi siamo tesi a moltiplicare tutto. Non riusciamo a considerare che le nuvole ci guardano e i mari ci controllano, le piante si difendono e i libri ci feriscono perché manchiamo della necessaria dignità Un camion mi ha parlato del silenzio. E ho visto un libro che stracciava banconote. Un servo muto che adorava una voce Le nostre armi stanno architettando un ammutinamento generale Ma a questo impero ne succederanno tanti sempre più crudeli ma sempre più eccitanti. Ma forse allora i sentimenti delle cose ci chiameranno ci sveleranno tutto. E forse ci re-insegneranno lo stupore

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